LEZIONE 4: Non rispondere al telefono

Dai, ammettiamolo, ce l’abbiamo tutti. Cosa? Ma l’amico (o l’amica) inopportuno che ci telefona nei momenti più sbagliati, naturalmente! A chi non è mai capitato di essere beccato durante una seduta particolarmente impegnativa in bagno o mentre cercava di assopirsi durante una lezione o una riunione tremendamente noiosa?

E attenzione, non parlo dei parenti. No. Il parente inopportuno è diverso dall’amico. Il parente, padre, madre, zia o nonna che sia, ha la magica capacità di chiamarti sempre nel momento in cui sei a letto (o in auto, nella doccia, sulla lavatrice, sul banco del pesce) con qualcuno. O mentre stai pensando di esserci.

Che dire, poi, delle chiamate all’alba da parte di call center insistenti con offerte improbabili e sede a Catanzaro sud?

Ed ecco che, inevitabilmente,  ci ritroviamo di fronte al dilemma più grande di tutti i tempi: rispondere o non rispondere?

Così ci limitiamo a fissare lo schermo dello smartphone con occhio truce nella speranza che il disturbatore di turno si fermi ai canonici tre squilli risolvendoci il problema. Ma no, naturalmente il nostro centralinista del caso non si accontenta: non solo ci fa squillare il telefono tanto a lungo da far ripartire la suoneria de “Alla Fiera dell’Est” per DUE volte (chi ha avuto un’infanzia poco traumatica come la mia sa di quale interminabile canzoncina sto parlando), ma ci lascia anche tre messaggi in segreteria (uno vuoto, uno inutile e l’ultimo per dirci quello che realmente gli serve, ma tagliato a metà) e l’invito a richiamarlo il prima possibile.

Quindi, niente panico. In questi casi c’è solo una cosa da fare: mettere il silenzioso, riporre il telefono nel luogo da cui lo abbiamo prelevato e tornare a fissarci le punte degli alluci (o qualsiasi altra impegnativisissima attività avessimo in atto) tentando di ignorare gli insulti che ci verranno scagliati da chilometri di distanza dopo la trentottesima chiamata persa.

Ma del resto, a noi che importa? Che ci chiamino pure come vogliono… tanto noi non risponderemo mai!

LEZIONE 3: Sorridi

Sempre.

Sorridi sempre.

Ci saranno momenti in cui ti sentirai giù, giornate in cui ti pentirai di aver mangiato quella zuppa ai legumi la sera precedente, attimi in cui la tua voglia di vivere sarà inferiore al numero di ciliegie nella macedonia in scatola (quindi zero. Non ce ne sono MAI. A volte mezza, ma deve essere proprio la tua giornata fortunata), ma non importa. Tu sorridi.

Dicono che il sorriso sia il miglior passaporto per il successo, quindi perché non approfittare di quest’arma invincibile?

Tutti amano chi ha un viso solare, aperto, gentile e cordiale (sì,alcuni sono sinonimi, ma la gente non è molto originale, in genere) e tutti amano essere apprezzati a loro volta. Perché non prendere due piccioni con una fava?

Tuo cugino si è laureato e a te mancano 35 esami più uno? Sorridi.

La zia ti ha portato le lasagne ai 4 formaggi e tu sei intollerante al lattosio? Sorridi.

Hai comprato un piegaciglia online e ti arriva una poltrona in pelle di procione? Sorridi.

Il cane del tuo vicino è morto e lui ti chiede di aiutarlo a seppellirlo? Sorridi.

Come? Fuori luogo?

Beh, del resto, mica potremo avere la pretesa di piacere proprio a TUTTI, dico bene?

LEZIONE 2: Mai dire di no

Quante volte nella vita ci viene proposto di fare qualcosa che non ci va assolutamente? Quante volte veniamo coinvolte in attività che non sfiorano neanche lontanamente il nostro interesse? Quante volte ci viene chiesto un favore che non abbiamo nessuna intenzione di soddisfare?

Ve lo dico io: TROPPE.

E allora perché ci ritroviamo così spesso incastrate in situazioni che avremmo volentieri evitato? Perché non sappiamo dire di no, o meglio, spesso NON VOGLIAMO dire di no. Nessuna vuole fare la parte della cattiva, nessuna vuole essere la Malefica della situazione (che poi lei alle feste ci andrebbe anche volentieri se la invitassero, ma tant’è).

Quindi come evitare la festa di compleanno del criceto della cugina di venticinquesimo grado, come distruggere i sogni del vicino che ci chiede di cenare con lui la sera del Giorno dei Morti, come deludere le aspettative della mamma che ci chiede un pacco di carta igienica alla lavanda per il bagno degli ospiti?

Rispondendo SÌ.

Dite di sì a tutto e con entusiasmo! , ai roditori, al banchetto funebre, alla cacca alla lavanda!

E poi sparite.

Pensateci: meglio fingersi disponibili risvegliando il proprio istinto omicida o spalmarsi sul divano di casa ingozzandosi di gelato al cioccolato?

Se vogliono darvi della stronza, che almeno abbiano un buon motivo per farlo, no?

LEZIONE 1: Chi è la stronza?

Cito dal dizionario: Stronzo: persona inetta e incapace, o che comunque si comporta in modo criticabile”.

Facciamo subito chiarezza. La stronza di cui parlo non è inetta, né incapace, può avere comportamenti criticabili, ma se lo fa ha un motivo preciso.

La stronza in questione è per definizione, direttamente dal dizionario della strada: “quella che non te la dà.”

Riduttivo? Io non credo.

Ogni donna almeno una volta nella vita si è rifiutata di concedersi a qualcuno (sì, se ve lo state chiedendo il muratore del cantiere dietro casa vale lo stesso).

Ogni donna è stata vittima dei peggiori appellativi che la mente della parte lesa fosse in grado di partorire.

Ogni donna è una stronza.

Se essere una stronza vuol dire affermare la mia volontà di donna e il diritto a disporre del mio corpo come e quando voglio, allora sì, sono fiera di essere una stronza.

E dovreste esserlo anche voi.